Censis 2019

(tratto da http://www.censis.it/rapporto-annuale)

«Oggi il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale è bloccata; il
63,3% degli operai crede che in futuro resterà fermo nell’attuale condizione
socio-economica, perché è difficile salire nella scala sociale; il 63,9% degli
imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso.
Inoltre, il 38,2% degli italiani è convinto che nel futuro i figli o i nipoti
staranno peggio di loro, il 21,4% non sa bene che cosa accadrà e solo il 21% pensa che staranno meglio di loro. Il ceto medio (43%), dagli impiegati agli insegnanti, è più persuaso che figli e nipoti staranno peggio»

«L’input di lavoro si riduce di 959.000 unità e parallelamente il volume di ore effettivamente lavorate diminuisce di oltre 2,3 miliardi. La piramide demografica rovesciata dell’occupazione italiana riflette una sorta di rigetto nei confronti dei giovani, che sono certo di meno rispetto al 2007 (circa 2 milioni), ma sono anche costretti in buona parte a rinunciare a un lavoro a tempo pieno e a piegarsi – con il part time involontario, che sale per i giovani del 71,6% – ad accettare impieghi non soddisfacenti rispetto alle proprie aspirazioni».