Gente di poca fede

(tratto da La voce e il Tempo, Domenica, 5 aprile 2020, p. 14-15 )

Il libro di Franco Garelli «Gente di poca fede. Il sentimento religioso nell’Italia incerta di Dio» (Il Mulino, collana Contemporanea, pp. 256, euro 16) indica nuovi dati e nuove informazioni e interpretazioni sul legame cattolico nel Paese più esile, ma dal sentimento religioso vivace con domande di senso e percorsi spirituali…

Lo scenario religioso è in grande movimento in un paese in cui crescono l’ateismo e l’agnosticismo tra i giovani, i seguaci di altre fedi e culture, nuove domande/percorsi spirituali. A fronte di ciò, il legame cattolico si fa più esile, il Dio cristiano sembra più sperato che creduto, la pratica religiosa manifesta tutta la sua stanchezza. Tuttavia il sentimento religioso resta vivace nella nazione, pur in un’epoca in cui molti si rifugiano in un cattolicesimo «culturale» a difesa dei valori della tradizione. La perdita di centralità della chiesa cattolica nelle vite di tutti i giorni convive di fatto con una nuova religiosità al plurale: una fede impersonata da credenti sempre più deboli o «soli» dinanzi alle questioni dell’esistenza, che per la prima volta si confrontano con spiritualità diverse, giunte a noi attraverso la rete o le migrazioni. Basato su una recente grande indagine nazionale, il volume restituisce l’immagine di un Paese incerto su Dio ma ricco di sentimenti religiosi, disorientato e ondivago nelle sue valutazioni etiche e morali.